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Una guida sulle coperture residenziali, ecco quali fattori considerare per una scelta appropriata

Ridurre la dispersione termica degli ambienti, isolamento acustico, riparo dagli agenti atmosferici, capacità di resistenza alle sollecitazioni prodotte dal vento o dalla neve, protezione dalle potenziali invasioni di animali.

Queste sono le funzioni che una qualsiasi copertura dovrebbe svolgere per essere considerata efficiente e di qualità.

Come più volte ripetuto negli articoli dedicati al tema dell’impermeabilizzazione e nei contenuti sui tetti, una copertura isolata in modo adeguato permette di ridurre i consumi e le spese energetiche (a vantaggio anche dell’ambiente) ed il rischio di formazione di umidità e condensa.

Dopo aver trattato in diverse occasioni il tema delle coperture industriali, vogliamo concentrarci oggi sulle coperture destinate agli edifici residenziali.

In particolare, ci occuperemo di:

  1. Identificare le diverse tipologie di coperture
  2. Conoscere i materiali impiegati maggiormente
  3. Analizzare il fattore pendenza

 

Le 3 tipologie di coperture

È opportuno scegliere la copertura da installare in base alle caratteristiche dell’edificio a cui queste sono destinate e in relazione al clima del luogo in quanto ogni copertura è caratterizzata da un capacità di isolamento differenti.

Generalmente, quando la struttura è di tipo residenziale si tende ad evitare soluzioni mobili che offrono prestazioni migliori con gli edifici industriali, le strutture destinate ad ospitare attività sportive e le strutture di tipo agricolo.

La scelta è tra:

  • Coperture discontinue: sono realizzate con materiali di diversa tipologia collegati al fine di ottenere una pendenza tale da garantire una maggiore resistenza all’acqua. I materiali impiegati per le tegole sono solitamente: laterizio, fibrocemento, legno, cemento, pietra, rame e materie plastiche.
  • Coperture continue: per realizzare queste coperture vengono impiegati elementi di dimensioni ampie, congiunti in fase di posa in modo da avere la maggiore tenuta a prescindere dalla pendenza. Le coperture continue possono a loro volta essere classificate in:
    • Coperture impermeabilizzanti a calo
    • Coperture impermeabilizzanti a freddo
    • Coperture impermeabilizzanti con membrane sintetiche
    • Coperture impermeabilizzanti con membrane bituminose

Quali sono i materiali impiegati per la realizzazione delle coperture residenziali

Tra i materiali più utilizzati per la realizzazione delle coperture residenziali ci sono: il legno, il policarbonato, il cemento, il metallo, la plastica e il PVC.

Il legno si distingue per le eccellenti proprietà fisiche e meccaniche e le notevoli capacità isolanti.
La posa di queste strutture non è complicata e richiedi tempi di intervento brevi rispetto ad altre soluzioni.

La capacità di proteggere la struttura dal caldo e dal freddo favorisce la riduzione dei consumi energetici; la leggerezza e la flessibilità di questo materiale aumentano la capacità di assorbimento delle sollecitazioni sismiche.

Anche il policarbonato si distingue per:

  • Leggerezza
  • Capacità isolante
  • Economicità
  • Resistenza ai segni del tempo, all’usura, al fuoco e alle sostanze chimiche.

Il cemento è un materiale conveniente e pratico, tuttavia non è in grado di garantire tutti i vantaggi offerti dal legno e richiede tempi di posa maggiori.

>> leggi l’articolo per conoscere le differenze tra tetti in legno e tetti in cemento

Le coperture in metallo, realizzate con rame, lamiera, acciaio galvanizzato e altri materiali, si distinguono per:

  • Leggerezza e semplicità di posa
  • Longevità
  • Estetica e funzionalità

Infine, le coperture in plastica e PVC. Anche in questo caso tra i vantaggi associati a questa scelta ci sono:

  • leggerezza e flessibilità della struttura
  • isolamento termico
  • posa in opera facile e veloce
  • buona resistenza agli agenti atmosferici
  • economicità

Il fattore pendenza nelle coperture residenziali

Quando si parla di pendenza si sta facendo riferimento al grado di inclinazione del piano di falda. Questo valore viene calcolato a partire dal piano orizzontale.

Tale elemento ci permette di operare la seguente distinzione tra:

  • tetto piano: l’andamento della copertura è di tipo orizzontale, la pendenza è compresa tra 0° e 3° e, la lieve inclinazione, permette una gestione efficiente delle acque piovane;
  • tetto a falde: il grado di inclinazione dipende dai materiali che vengono impiegati ma, in ogni caso, è importante che ci sia una pendenza minima pari a 4°;
  • tetto in tegole: devono essere realizzati con una pendenza minima del 30% mentre, nel caso di utilizzo dei coppi, il valore non deve essere meno del 40%;
  • tetti in legno: in questo caso la pendenza minima da rispettare è del 30%.